Nov 182013
 

E’ solo di qualche giorno fa la notizia che alla Central Intelligence Agency, la mitica agenzia globale di spionaggio, ruoli operativi e di coordinamento sono sempre più ricoperti da donne che, nel volgere di poco più di mezzo secolo, hanno scalato l’impenetrabile gerarchia interna, tanto che oggi, sono uomini solo tre degli otto massimi dirigenti della CIA. Un percorso sintetizzato dal titolo di un loro recente convegno: “Da dattilografe a capofila”.  Nada Bakos, che alla guida di un team di tutte donne, ha catturato in Iran il terrorista Abu Musab Zarqawi, attribuisce questo successo ad una specificità femminile: “Vediamo le cose in modo diverso, vediamo i rischi a lungo termine, forse perche’ siamo aggressive nella protezione dei nostri figli”.

Mi tornavano in mente le intraprendenti signore americane l’altro giorno, in una fredda e grigia giornata romana mentre in un articolato palazzo moderno, all’estrema periferia della città, ad un tavolo sei donne e un uomo mettevano a punto, nella sede di Zetema – la struttura operativa culturale del Comune di Roma – l’organizzazione di una mostra che si inaugura tra pochi giorni. Tra loro, la dirigente dell’ufficio mostre, la responsabile dell’organizzazione  e quella dell’ufficio comunicazione e promozione, l’ideatrice della grafica, l’indispensabile ufficio stampa. Con loro la curatrice della mostra (io) e l’architetto (uomo) che ha progettato l’allestimento.

Monte Sacro come Langley in Virginia dove nel quartier generale della CIA ogni mattina alle 8.30 al settimo piano, il grande capo John Brennan è l’unico uomo presente alle riunioni.

Al netto di ogni giudizio, che pure varrebbe la pena di esprimere in presenza del fervore emancipazionista d’oltreoceano, a Montesacro c’è un vantaggio: parliamo di cultura. Certo, direte voi, magrissima consolazione in un paese in cui la cultura non conta niente, e dove il raggiungimento di una posizione dirigenziale se si lavora per la musica, la letteratura, l’arte somiglia molto ad una vittoria di Pirro.

Ma proprio questo potrebbe essere un punto di forza per “le buone culturali”: prendere atto dell’ intima somiglianza, in questo paese, tra la situazione delle donne e quella della cultura; entrambe laterali, clandestine, trascurate, in affanno; eppure riserve incalcolabili di risorse, coraggio, sentimenti, valori.

Io penso che si può partire da qui per stabilire un’alleanza che ribalti le reciproche periferiche posizioni.

Si può trasformare un destino personale e collettivo in un progetto, personale e collettivo.

I beni culturali possono ancora diventare il futuro di questo paese, se le donne si metteranno alla testa di un forte movimento di opinione.

Una No Tav della cultura.

Niente spie e armamenti: una lotta pacifica per l’armonia.

La mostra che si inaugura il 22 potrebbe essere un’occasione per conoscerci.

 

 sten_lex[1]

 

 

THE MAKING OF / ARTISTI AL LAVORO IN TV

A cura di Maria Paola Orlandini e Raffaele Simongini

                                                                                                                                                                       Inaugurazione:  venerdì 22 novembre 2013 ore 18.30

dal 23 novembre al 15 dicembre 2013

Mitreo di Corviale, Via Marino Mazzacurati 61, Roma

È una mostra di arte contemporanea e sul rapporto tra arte e televisione, frutto del lungimirante lavoro svolto dal  2006 al 2013 dalla trasmissione Art News, prodotta da Rai Educational per Rai Tre e Rai Storia. Ha un approccio dinamico con un linguaggio che vuole parlare a tutti, soprattutto ai giovani, per mostrare come nasce un’opera d’arte e seguirne le fasi creative.

The making of / Artisti al lavoro in tv a cura di Maria Paola Orlandini e Raffaele Simongini porta dal 23 novembre al 15 dicembre 2013 alcuni degli artisti italiani che oggi stanno entrando a far parte della storia dell’arte a noi contemporanea in una sede in controtendenza, Corviale, che sarà teatro lei stessa, nei prossimi mesi e anni, di un gigantesco making of che coinvolgerà abitanti, istituzioni pubbliche e private e associazioni.

Ennio Calabria, Cristina Crespo, Michele De Luca, Antonio Fraddosio, Licia Galizia e Michelangelo Lupone, Giorgio Galli, Omar Galliani, Patrizia Guerresi Maimona, Pietro Mascetti, Mimmo Paladino, Antonio Passa, Agnese Purgatorio, Pietro Ruffo, Savino e Filinceri e Sten e Lex sono i protagonisti dell’esposizione.

Il racconto si dipana secondo i loro dettami creativi: dall’idea-intuizione di un progetto, alla formatività della materia attraverso la tecnica, fino all’espressione compiuta dell’opera d’arte.

Da un lato l’opera. Dall’altro, su un monitor, il videoclip che ne documenta le fasi creative, le foto degli artisti, i QR Code di alcune delle loro opere più significative.

Questa mostra, che prende il titolo dalla rubrica della trasmissione televisiva Art News The Making of, rivendica il ruolo di quel tipo di televisione che vuole essere divulgativa e educativa. Strumento ineguagliabile, la tv – senza volerlo e a saperla guardare – restituisce il sapore del non detto, la verità della comunicazione non verbale.

L’esperimento televisivo di The Making of aveva lo scopo di oltrepassare la barriera dell’interpretazione critica, da sempre ritenuta indispensabile alla comprensione dell’arte contemporanea, ma, forse per mancanza di consuetudine, difficilmente apprezzata da un pubblico televisivo generalista. E voleva rendere protagonisti gli artefici delle opere, per  svelarne non tanto i significati, quanto le motivazioni più recondite, attraverso gesti, sguardi, smorfie, la tensione nervosa e muscolare.

E gli artisti, in questo mondo della comunicazione spesso votato alla comunicazione di sé, hanno dato prova della loro salutare eccentricità muovendosi con sublime indifferenza nei confronti della telecamera, e dimostrando sincero interesse per il buon esito dell’opera, superiore ad ogni personale imbarazzo o reticenza.

La mostra è stata realizzata grazie al sostegno del MIBACT e in particolare del Servizio Architettura e arte contemporanee della Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee e la collaborazione di Rai Educational e inaugura in occasione del FORUM CORVIALE “LA FORZA NEL SEGNO” organizzato dal MIBACT per affrontare il tema dello sviluppo urbano con un approccio globale.

 

“The making of: Licia Galizia”   foto galizia

 

 

 

 

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