Gen 292015
 

Giancarlo Savino è un artista duro e puro, generazione tosta, formazione marxista, sensibilità sociale, sguardo solidale. Eppure, compassionevole e mite è la sua opera che non si stanca di sperare nel cambiamento.     

Dopo aver accettato di dare a lebuoneculturali un contributo al nostro dibattito su arte e cronaca, ha deciso di proporsi ad una scuola del territorio dove lavora, Corviale, per parlare della bellezza e della sua necessità.

Questa la riflessione che ci offre  

Ultimamente sono stati giorni di forte emotività. L’uccisione di giornalisti che attraverso la satira mantenevano alto il diritto alla critica e alla provocazione, ha scosso l’opinione pubblica e acceso un dibattito in tutto il mondo, su come fermare il terrorismo e le atrocità inaudite che semina.

Giancarlo Savino 16) mal di terra - deriva  grafite e gomma su tela 201x110

Mal di terra – deriva grafite e gomma su tela 201×110

Io, di professione, anzi per passione, faccio l’artista. Come persona mi sono sempre schierato a sinistra, ho partecipato al dibattito politico, votato, protestato. Ovviamente tutte attività che non hanno prodotto nessun cambiamento, tant’è che nelle ultime elezioni non sono andato a votare. Mi chiedevo, avendo smesso di dare deleghe, cosa mi restava per testimoniare il mio modesto contributo? Mi rispondevo: niente.

Poi, proprio riflettendo su questi ultimi episodi, ho riconsiderato l’attività che svolgo. L’arte, parte visiva della cultura. E ho ripensato a quanto questa, possa essere protagonista nell’elaborazione di una proposta positiva alla lotta contro l’imbarbarimento della società. Al desiderio del potere d’impedire l’accesso al sapere, alla bellezza, allo sviluppo di un pensiero critico. Per rovesciare una situazione di assuefazione. Passiva.

Ma non è stato sempre cosi. Dico questo pensando alle battaglie di Pasolini, Dico questo, ripensando con orrore alla sentenza che obbligava Bertolucci a bruciare la copia originale del film ultimo tango a Parigi. Alle prese di posizioni di Fellini quando si schierò contro la pubblicità che interrompeva i film in televisione. A Tabucchi che dalle colonne del Corriere della Sera, svolgeva la sua critica contro un governo che per bocca di un ministro dichiarava che con la cultura “non si mangia”. Dico questo, pensando all’annuncio dell’attuale governo che dichiara non “utile” rintrodurre lo studio dell’arte nelle scuole. Già, non è stato sempre cosi, ma ora?

Giancarlo Savino 20) transfugo -  grafite e vernice su carta 200x90

Transfugo -grafite e vernice su carta 200×90

Ora, ascolto l’assordante silenzio degli artisti, dei poeti, degli intellettuali. In un paese che ormai non si indigna più per niente. Che ha smarrito la memoria, che all’abbandono del patrimonio artistico e culturale, vedi Pompei e le mille strutture che si lasciano al degrado, alza le spalle sostenendo che i problemi reali del paese, sono ben altra cosa.

Di fronte a questa realtà, mi chiedo cosa può fare l’arte?

Per tentare una risposta, forse ci sarebbe bisogno di valutare il distacco che quest’arte contemporanea ha prodotto tra se e lo sguardo della società. La sua perplessità di fronte a manufatti insignificanti seppur celebrati ed economicamente inavvicinabili ai più. Se non sia il caso di rompere questo meccanismo di autocelebrazione di artisti per pochi “esperti”.  Per un mercato che non premia la qualità espressiva, ma solo la “novità” .

Artisti valutati, ma poi da chi?

Giancarlo savino operà giàllo

Operà Giallo

Forse, bisognerebbe produrre un’arte umana, dove la linea non misura la superficie, ma il peso sentimentale. La parola, un difetto ornamentale, imprudente, che sostenga l’armonia tra punti distanti e diversi. Un battere forte. Un’emozione. Un’arte umana che liberi i ponti dal ciarpame intellettualistico. In grado di produrre bellezza che induce alla riflessione. Al pensiero critico.

Giancarlo Savino scultura in legno bruciato

Innanzitutto, credo che sia necessario far entrare gli artisti e i poeti nelle scuole, perché è da li che bisogna cominciare, magari con azioni di volontariato, visto il disinteresse delle istituzioni. Cosicché  si possa creare un movimento di sensibilizzazione verso le nuove generazioni, un’azione pratica che migliori il nostro futuro.

Perché dove c’è cultura e consapevolezza, sentimento e bellezza, fa più fatica l’odio.

Si allontana dal cuore la crudeltà della guerra.

Giancarlo savino istallazione

 

  10 Commenti to “Cronaca e arte: lo sguardo di Giancarlo Savino”

  1. la bellezza conforta alcuni… le guerre e la barbarie ci sono sempre state anche in società esteticamente avanzate, ma non è detto che non possiamo tentare, non è detto che nulla possa cambiare

  2. Affascinante

  3. interessante iniziativa!!! si sono del parere che e’ dalla scuola che si debba incominciare cosi’ da sensibilizzare le nuove generazione,educarle ad uno sguardo profondo e attentoad ogni forma d’Arte!!!

  4. Grazie maestro, parole semplici che vanno dritte al cuore: offrire ai ragazzi una prospettiva che non conosca la rassegnazione di cui siamo vittima, per loro che sono carta bianca ma anche il pigmento del futuro.

  5. Traducendo Brecbt
    Un grande temporale
    per tutto il pomeriggio si è attorcigliato
    sui tetti prima di rompere in lampi, acqua.
    Físsavo versi di cemento e di vetro
    dov’erano grida e piaghe murate e membra
    anche di me, cui sopravvivo. Con cautela, guatdando
    ora i tegoli battagliati ora la pagina secca,
    ascoltavo morire
    la parola d’un poeta o mutarsi
    in altra, non per noi più, voce. Gli oppressi
    sono oppressi e tranquilli, gli oppressori tranquilli
    parlano nei telefoni, I’odio è cottese, io stesso
    credo di non sapere più di chi è la colpa.
    Scrivi mi dico, odia
    chi con dolcezza guida al niente
    gli uomini e le donne che con te si accompagnano
    e credono di non sapere. Fra quelli dei nemicí
    scrivi anche il tuo nome. Il temporale
    è sparito con enfasi. La natura
    per imitare le battaglie è troppo debole. La poesia
    non muta nulla. Nulla è sicuro. ma scrivi.
    Franco Fortini

  6. Il coraggio di una nuova prospettiva.

  7. Caro Giancarlo, il tuo lavoro ha sempre destato in me emozione e stima per la tua operosità. Le tue formulazioni pittoriche e scultoree sono fortemente legate all’essenza dell’umanità e non posso altro che condividere le tue parole di riflessione e denuncia, perché sono parte di un mio simile percorso di esperienze passate e di attuali considerazioni. Dobbiamo continuare ad operare nell’arte totale….buon lavoro e un fraterno abbraccio, ciao.

  8. conosco e stimo giancarlo e la sua passione come artista e persona sensibile e critica dal 1989. condivido pienamente ciò che scrive nel bellissimo articolo che avete pubblicato. se noi artisti non coltiviamo l’apertura verso il mondo e non ci confrontiamo con le cosiddette nuove generazioni attraverso le forme d’arte a cui abbiamo dedicato la nostra vita, che portata – anche minima – può avere la nostra azione. Per citare Picasso: “Che cosa crede dunque che sia un artista? Un deficiente che ha soltanto
    occhi se è pittore, soltanto orecchie se è musicista, soltanto una cetra per tutti gli stati d’animo se è
    poeta o addirittura soltanto muscoli se è contadino? Ma nient’affatto! Egli è allo stesso tempo un
    essere politico che vive costantemente nella consapevolezza degli eventi mondiali distruttivi, scottanti
    o gioiosi, e che si forma in tutto e per tutto secondo la loro immagine. Come sarebbe possibile
    non avere alcun interesse per gli altri esseri umani e rinchiudersi in una torre d’avorio, indifferenti a
    quella vita che ci viene offerta in maniera così abbondante? No, la pittura non è stata inventata per
    decorare appartamenti. Essa è un’arma di offesa e di difesa dal nemico.”

  9. Giancarlo Savino (e le sue potenti opere) riporta alla luce in questo suo intervento una urgenza spesso non ascoltata, anzi, oso dire volutamente sminuita dal sistema sociale italiano, ossia quella di nutrire ogni essere umano di bellezza, onesta`, valorizzazione delle emozioni, abitudine al confronto interiore e con la collettività. Tutto ciò è spesso fruibile con l’arte, la cultura. Gli artisti e i diversi linguaggi con cui essi si esprimono e attraverso i quali restituiscono uno sguardo critico, creativo, personalissimo al mondo, si presentino con le loro opere ai bambini, ai ragazzi, agli anziani,cercando un dialogo a tu per tu. La cronaca di questi ultimi anni ci racconta tristemente che siamo una umanità che predilige la distruzione. L’arte mette in campo le energie della creazione. Che si viva creando. Non distruggendo.

    • A me le cose che fa Savino non cè bisogno che me le devo per forza spiegare, mi prendono allo stomaco anche senza spiegazione.

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