Apr 172015
 

Sono nata a Roma,  e potrei definirmi oggi una romanista, anche se ci vorrebbero più vite per conoscere veramente tutta la storia di Roma e dei suoi monumenti. Poi altri luoghi  mi  hanno arricchito,  luoghi d’infanzia (la vera patria è l’infanzia diceva Sandor Marai) come il mare di Fondi, o Palestrina, dove era cresciuta mia nonna, per via che suo padre era amministratore dei  principi Barberini,  ma mia nonna era la più romana, tipo proprio Cornelia madre. E del resto era cresciuta con un antico mosaico sotto i piedi, seppure senza saperlo, che venne fuori solo  in seguito ai bombardamenti della II guerra.

Sua sorella, ex signorina decaduta sempre in seguito ai bombardamenti,  custodiva le galline nella casa di Pierluigi da Palestrina, il musicista, che poi era la ex casa sua bombardata rimasta in stato di rovina, usciva  una volta all’anno per andare a vestire la Madonna del Carmine. Sapevo anche di aver avuto un bisnonno scultore al Vittoriano,  ma non l’ho mai conosciuto. All’università  ho iniziato studiando antropologia culturale, erano gli anni settanta, gli anni della riscoperta delle culture popolari, mi ricordo dei bellissimi concerti della Nuova Compagnia di Canto Popolare,  La Gatta Cenerentola di De Simone ma anche i poetici spettacoli di  Lindsay  Kemp o  di Marcel Marceau.

Erano anni difficili, nel ’77 l’università era quasi sempre occupata, ma anche ricchi di stimoli, all’ Estate Romana partecipavi con due lire e vedevi film come “Addio Fratello Crudele”, con le scenografie di Mario Ceroli e, poco dopo, mostre come quella di Bonito Oliva nel parcheggio di Villa Borghese o quella  della Transavanguardia all’interno delle Mura Aureliane. Mi colpivano queste cose ma anche la processione di Sant’Agapito.  Così come l’arte e la storia di popoli  incontrati nei vari viaggi in Messico, in Sud America, negli Stati Uniti, in Asia, in Asia minore, in Africa ecc.

Avevo imparato a dipingere  già da piccola e avrei voluto fare degli studi attinenti.  Nel disordine totale delle segreterie universitarie di allora scopro per puro caso che esisteva un  Istituto di Storia dell’Arte alla Sapienza, per cui mi sono laureata e perfezionata.  Nel frattempo però cercavo di dedicarmi anche alla pratica  e sono stata allieva di Angelo Canevari, la cui memoria oggi è un po’ offuscata dai successi del figlio, Paolo, ma rimane un grande maestro, colto e insieme di mestiere,  cresciuto e formato nel clima del Novecento e poi di  Cagli e di Burri, quello romano del dopoguerra.

Sono pubblicista dal 1983,  e ho cominciato a  esporre  in  personali e collettive  dal 1988, l’anno in cui è nato mio figlio Antonello, dopo quattro anni di matrimonio.. Ho potuto realizzare opere  per il museo Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi di Gibellina (Trapani) o per  la Metropolitana di Napoli (stazione Augusto, Linea 6), importanti per me perché ho potuto conoscere a fondo e frequentare  personaggi interessanti come Achille Bonito Oliva , o Ludovico Corrao. Ho collaborato, di volta in volta con scritti o illustrazioni,  a varie riviste, tra cui  Cahiers d’art, Plages, Interpretare,  Hat, Images Art & Life, Interpretare, Micromega.

Ho collaborato dal 2004,  come consulente, poi anche come autore,  con la trasmissione ART NEWS e la produzione MAGAZZINI EINSTEIN  di RAI EDUCATIONAL, per i  documentari “Essere Naif”, “Al bar con Edward Hopper”, “Cent’anni di Futurismo”, “Ecce Bacon”, “La Terra di Giganti” (arte e vita nelle Paludi Pontine, la cui versione da un’ora è stata presentata al Fondi Film Festival nel 2012).

Tra le mostre più recenti:  INTRAMOENIA EXTRART, V edizione dal titolo “Miraggi”, a cura di Achille Bonito Oliva e Giusy Caroppo, per la quale ha realizzato una grande installazione nel  Castello di Grottaglie dal titolo “Grand Tour nel Giardino della Memoria” (luglio – settembre 2010);  la pubblicazione del libro d’artista “Un Erbario per gli immortali. Grand Tour nel giardino della memoria”, edizioni Galleria Peccolo, Livorno (dicembre 2011) presentato a Livorno dal critico Achille Bonito Oliva  ad aprile 2012 e “Giardino Notturno della Marchesa Casati”, installazione al Grand Hotel di Gardone Riviera nell’ambito della  VIII rassegna “MECCANICHE DELLA MERAVIGLIA” (varie sedi sul lago di Grada), a cura di Albano Morandi, sett.-ott. 2012.

Numerosi sono gli incontri che hanno reso  più ricco e interessante il percorso d’arte: Carmine Benincasa,  negli anni in cui pubblicava la rivista Cahiers d’Art,  attraverso la quale conobbi la Fiera di Basilea, Berenice, Achille Bonito Oliva, autore del  catalogo delle mie opere,  Bonizza Giordani Aragno che presentò la mia prima personale assieme a Mario Verdone,  Angelo Capasso,  il poeta Carlo Marcello Conti, conosciuto a Basilea e sua figlia Inga,  Miriam Cristaldi,  Renzo Margonari che mi spalancò la porta sul mondo degli ultimi naif italiani,  Nicola Micieli,  Maria Vera Cresti e Paolo Moreno che furono miei professori all’università e poi grandi amici,  Amina (Anita d’Alessandro) la mia  giovanissima insegnante di danza orientale,  Stefania Severi che ha valorizzato la mia passione per il sacro e per il presepe.

Di prossima pubblicazione sarà il mio libro “Giardino delle Muse Danzanti” edito da Campanotto. Il giardino e la danza li pratico per diletto, con tutta la gioia e senza alcuna sofferenza, come avviene al contrario per l’arte quando diventa la tua vita.                      

Quadro nero

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